Marco Mattiucci
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2026-10-30 11:06:02 sentence:
La pace è dentro di noi, non all’esterno.
MANAGER e LEADER
La differenza
Maggio 2025
Un mio collaboratore, dopo uno dei miei discorsi su come organizzarsi, mi ha fatto una domanda interessante la cui risposta è contenuta in questa breve pagina del mio sito web. Egli mi ha chiesto che differenza vedevo tra un manager e un leader e su cosa significasse agire nella veste del primo e/o del secondo. Ciò non dal punto di vista teorico (tutti sanno che amo studiare teorie sull'organizzazione, le relazioni umane e il comando) ma da quello strettamente pratico e legato alla mia esperienza.
La mia prima risposta si è legata naturalmente al significato dei termini: "to manage" è gestire, mentre "to lead" è guidare.
Nel primo caso la gestione si collega inevitabilmente alle questioni da trattare (problemi); un manager "nasce" per gestire problemi, quindi la misura del suo essere efficace è proprio nella capacità di affrontare molti problemi, non necessariamente omogenei nei contenuti ed il tutto ad alta velocità. Dove ci sono pochi problemi o dove tali problemi non sono molto determinanti per la struttura organizzativa è misura di efficacia ridurre il numero dei manager nel più breve tempo possibile perchè essi stessi divengono "il" problema. Mi spiego meglio: un manager deve sempre essere impiegato quasi al limite delle sue possibilità, se ciò non avviene egli diviene una questione "appesa" nell'ambito della struttura e quindi inizia lui stesso ad appensantirla (ossia, il problema determina la necessità del manager, se il problema non c'è ma il manager c'è, allora questi inizia a creare problemi per giustificare la sua esistenza nella struttura).
Nel secondo caso la guida, ben lungi dal riferirsi ai problemi, si riferisce alle persone. Il leader ispira le persone che collaborano con lui ad affrontare qualsiasi situazione secondo certi principi e lo fa mediante l'esempio personale. Il leader che fa le cose da solo o che si concentra nel risolvere problemi semplicemente non sta agendo da leader. Lo scopo del leader è esaltare i propri collaboratori aiutandoli non solo ad aiutarlo ma supportando la loro crescita personale e professionale. Un buon leader, in pratica, fa funzionare i suoi collaboratori e li mette a loro agio, sono essi che poi risolvono in maniera efficace e collaborativa i problemi. Il leader deve essere il substrato morale ed etico cui il suo personale si appoggia, per cui deve essere una persona dalle profonde convinzioni (non solo in ambito lavorativo).
Vediamo alcune risultanze di queste definizioni dovute alla mia esperienza che, sebbene accademicamente limitata, si riferisce ad esperienza sul campo di diverse decine di anni.
Per far funzionare una squadra di poche persone che risolve problemi verticali è necessario solo 1 manager che agisca da capo-branco. La mini gerarchia che si forma è minima, efficace e veloce, tutti possono essere sostituibili senza problemi. Si tratta ovviamente di un "tritacarne" ma una squadra di questo tipo è uno strumento semplice per risultati immediati e quindi le persone al suo interno devono sostarci solo per pochi anni.
Nel caso di una struttura organizzativa più complessa con gerarchie e più strati o addirittura senza gerarchia (orizzontale) si possono costruire reti di manager con l'idea che collaborino tra loro ma purtroppo bisogna ricordare che i manager sono carnivori cacciatori e non erbivori, per cui l'unico modo per farli collaborare tra loro è che siano stressati continuamente da grandi problemi complessi che richiedano la collaborazione di tutti. Se la struttura, a parità di dimensione è "lenta" o non ha problemi "opprimenti", la rete di manager non funziona, avendo tempo e risorse i "carnivori satolli" si attaccano tra loro.
Una rete di manager guidata da un leader carismatico è la soluzione ideale per strutture molto complesse e ovviamente richiede ingenti investimenti. Il leader va pagato molto di più del manager in quanto sebbene apprezzato per le sue qualità deve essere visto come un target evolutivo per tutti, anche per i manager con scarse convinzioni morali o etiche e magari con poche capacità. La struttura organizzativa deve mantenere leader e manager in uno stato di approccio pionieristico a qualsiasi tipo di situazione (la prima volta richiede sempre attenzione massima e stimola a creare soluzioni innovative).
Il manager informa quando necessario i propri collaboratori, il leader rende coscienti e compartecipi per cui informa di continuo i suoi.
Per finire dobbiamo sempre ricordare che le persone sono sorrette dalla speranza di cambiamento per cui in qualsivoglia struttura in cui c'è un leader carismatico, suo principale compito è assicurarsi che tutto il proprio personale, in ogni grado della gerarchia, abbia delle speranze evolutive. Non importa poi se queste speranze si concretizzano sempre e non importa neanche il tipo di cambiamento evolutivo (personale, professionale, culturale, ...) ma guai a non averne, il sistema imploderebbe.
Ovviamente si potrebbe andare avanti per tanti altri aspetti ma questo per una risposta che possa far un po' riflettere penso sia sufficiente :-)
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