INFORMATICA
INTELLIGENZA ARTIFICIALE DEBOLE

Nell'intelligenza artificiale forte la modellazione della mente umana viene studiata con l'intento di ricreare artificialmente tutte le caratteristiche cognitive dell'essere umano. Per capirci meglio, una macchina "pensante" dovrebbe avere quantomeno auto-coscienza, auto-determinazione, facoltà di pensiero libero, assenza di scopo predeterminato, ecc.

L'intelligenza artificiale debole ha seguito, invece, un approccio meramente pratico. Si è cercato di determinare delle macchine e dei modelli logico/matematici che potessero mostrare in alcuni ristretti campi capacità riconducibili all'intelligenza, ma non necessariamente una completa intelligenza umana. Quindi: un robot che cambia le sue direzioni di movimento adattandosi agli ostacoli che vede ed allo scopo astratto che gli viene dato (es. "prendi quella cosa...") mostra una intelligenza (debole) relativa alle sue azioni. Un computer che tramite software (intelligente) riesce a scandagliare milioni di possibilità eliminandone molte con "furbizia" ed ottenendo quindi una scelta efficiente o vincente mostra anch'esso una sorta di intelligenza (si pensi ai software che giocano a scacchi ed ai sistemi esperti che fanno diagnosi mediche o riconoscono il parlato umano).

Nell'intelligenza artificiale debole lo scopo e l'ambito di lavoro della macchina "intelligente" ne limitano l'intelligenza (nel senso umano) ma in questo modo la macchina può ottenere risultati molto utili operativamente.

Un'osservazione interessante è che un'intelligenza artificiale forte, concepita come completa emulazione della mente umana e quindi ricostruzione artificiale di un cervello completo ed autonomo nel senso umano del termine, non è qualcosa che porti benefici all'umanità se non nella direzione di comprendere meglio come il cervello funzioni (siamo ben lungi, ancora oggi, nel capire come funzionano le reti neurali profonde del nostro cervello). L'AI debole, invece, sta conquistando velocemente spazio con prodotti creativi inseriti in Internet, computer e smartphone. Prodotti innovativi ed estremamente utili nella vita umana, nella ricerca, a livello industriale ecc.

Se poi questi prodotti non hanno realmente coscienza di se stessi o autonomia di pensiero (e nemmeno pensiero), forse è meglio, devono limitarsi a risolvere i problemi non solo velocemente ma anche creativamente e brillantemente, queste caratteristiche del "problem-solver" artificiale sono raggiungibili dalle macchine!